Controllo della fauna selvatica

L'attività di controllo della fauna selvatica è disciplinata dalle leggi ed in particolare dalla Legge n°157/92, articolo 19, e dalla Legge regionale n°50/93, articolo 17, che di seguito si riportano integralmente.

Legge n°157/92 - Articolo 19 - Controllo della fauna selvatica

1. Le regioni possono vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica  di  cui  all'articolo 18, per importanti  e  motivate  ragioni  connesse  alla  consistenza faunistica o  per  sopravvenute  particolari  condizioni  ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamita'.
  2. Le regioni, per la migliore gestione del patrimonio  zootecnico, per la tutela del  suolo,  per  motivi  sanitari,  per  la  selezione biologica, per la tutela del  patrimonio  storico-artistico,  per  la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche, provvedono  al controllo delle specie di fauna selvatica anche  nelle  zone  vietate alla  caccia.  Tale  controllo,  esercitato   selettivamente,   viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici su  parere dell'Istituto nazionale per la fauna  selvatica.  Qualora  l'Istituto verifichi l'inefficacia  dei  predetti  metodi,  le  regioni  possono autorizzare piani di abbattimento. Tali piani devono  essere  attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali. Queste  ultime  potranno  altresi'  avvalersi   dei   proprietari   o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani  medesimi,  purche' muniti di lincenza per l'esercizio venatorio, nonche'  delle  guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza per  l'esercizio venatorio.
  3. Le provincie autonome di Trento e di Bolzano possono  attuare  i piani di cui al comma 2 anche avvalendosi di altre  persone,  purche' munite di licenza per l'esercizio venatorio.

 

Legge regionale  50/93 - Art. 17 - Controllo della fauna selvatica

1. Il Presidente della Giunta regionale può limitare i periodi di caccia o vietare l'esercizio venatorio sia per talune forme di caccia che in determinate località, alle specie di fauna selvatica di cui all'articolo 18 della legge n. 157/1992, per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità. Può inoltre vietare temporaneamente la caccia in località di notevole interesse turistico a tutela dell'integrità e della quiete della zona.
2. Le Province, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, e delle produzioni zoo-agro-forestali ed ittiche per la tutela della fauna di cui alla lettera m), comma 2, articolo 9, sono delegate ad esercitare il controllo delle specie di fauna selvatica e di fauna domestica inselvatichita anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo viene praticato selettivamente di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici, su parere dell'INFS. Le operazioni di controllo sono svolte da personale dipendente della Provincia. Qualora l'Istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, la Provincia può autorizzare piani di abbattimento i quali possono essere attuati, anche in deroga ai tempi e orari ai quali è vietata la caccia, dai soggetti previsti al comma 2 dell'articolo 19 della legge n. 157/1992 e da operatori muniti di licenza per l’esercizio dell’attività venatoria, all’uopo espressamente autorizzati dalla Provincia, direttamente coordinati dal personale di vigilanza della stessa. La somministrazione di farmaci alla fauna selvatica, anche nelle condizioni previste dalla lettera a), comma 1 dell'articolo 27 della legge n. 157/1992, deve avvenire sotto controllo veterinario.