Provincia di Padova e Verona insieme contro i reati ambientali

La Provincia di Padova e la Provincia di Verona siglano un patto per migliorare il controllo del territorio e combattere i reati ambientali.

 Gli assessori provinciali alla Sicurezza Enrico Pavanetto e Giovanni Codognola, assieme al direttore generale di Arpav Carlo Emanuele Pepe, al comandante della Polizia provinciale di Verona Anna Maggio e a quello di Padova Cino Cecchini, danno il via ad un progetto che vuole mettere in rete le rispettive competenze e garantire un contrasto più efficace nei confronti dei reati compiuti contro l’ambiente.
“Dopo le sinergie realizzate per condividere le buone pratiche legate alle politiche del lavoro e alla promozione del turismo – ha spiegato la presidente della Provincia Barbara Degani – le nostre Province danno vita, insieme, ad un progetto a favore della tutela ambientale. Si tratta, infatti, di una materia che non solo rimarrà di competenza provinciale, ma che vedrà accrescere il nostro impegno. L’idea è quella di potenziare il settore che riguarda la vigilanza contro gli abusi ambientali, affidando la formazione di base degli agenti provinciali proprio all’Agenzia regionale”.
“L’obiettivo – ha sottolineato il presidente della Provincia di Verona Giovanni Miozzi – è mettere in rete le diverse competenze ed esperienze, gli strumenti innovativi per il monitoraggio e la catalogazione dei dati, i mezzi d'avanguardia a disposizione della Polizia provinciale. E' la prima volta che due Province e Arpav si siedono attorno ad un tavolo e programmano iniziative coordinate – continua Miozzi – sono certo che, se l'idea avrà successo, si potranno  successivamente coinvolgere le altre amministrazioni provinciali venete, non appena si sarà meglio compreso come il Governo riorganizzerà la Polizia provinciale e come verrà varata la legge regionale di riordino delle Polizie locali”.
Nel corso del 2011nella nostra regione sono stati individuati 534 reati contro l’ambiente: di questi 159 riguardano la produzione e l’emissione di sostanze dannose per l’aria, 73 per l’acqua, 218 interessano il trasporto e lo smaltimento di rifiuti e 84 configurano altri tipi di danni ambientali. Ad individuare la maggior parte di questi reati è stata l’Arpav in collaborazione con le Forze dell’ordine, grazie ai controlli ispettivi e alle analisi condotte dai propri laboratori: in tutto sono state 421 le notizie di reato comunicate dell’Agenzia collaborando con Province e Comuni.
Rispettivamente le province di Padova e Verona rappresentano i territori, assieme a Vicenza, in cui è stato rilevato il maggior numero di reati. Nel corso del 2011, a Padova sono stati accertati 72 illeciti ambientali, mentre a Verona 132. Trend che si è confermato anche nel corso del primo semestre di quest’anno e che dimostra quanto sia critica la situazione e come le attività che mettono a rischio i nostri ambienti non conoscano una marcata diminuzione.
“In un quadro – ha ribadito Pavanetto – di minori trasferimenti da parte dello Stato sia per acquistare mezzi e strumentazione che per assumere nuovo personale, la sinergia tra le due Province vuole essere l’arma vincente. Grazie alla collaborazione di Arpav riusciremo a formare il nostro personale così da qualificare ulteriormente il Corpo”.
Per questo, le due Province hanno deciso di mettere in rete le competenze delle rispettive Polizie provinciali con l’Arpav, per monitorare con maggiore efficienza il territorio e garantire una costante presenza di agenti nelle diverse aree.
“Verona – ha spiegato l’assessore Codognola – porta in dote a Padova i risultati del tavolo per la tutela dell'ambiente che con le Province di  Brescia e di Trento è stato convocato lo scorso anno proprio per promuovere politiche di tutela delle acque del lago di Garda”.
In particolare, visto che la tutela e la difesa dell’ambiente, sono materie che rimarranno di competenza provinciale e dato che il ruolo della Polizia provinciale è destinato ad accrescersi, tra le varie iniziative è previsto un progetto di formazione per gli agenti che potenzieranno il loro ruolo di vigilanza.
“Si tratta di una grande occasione – ha chiarito il direttore generale Pepe – per svolgere attività di prevenzione e protezione dell’ambiente. La possibilità di far lavorare fianco a fianco agenti della Polizia provinciale e tecnici della prevenzione di Arpav, al verificarsi di situazioni di inquinamento, rappresenta un importante rafforzamento delle sinergie fra amministrazioni pubbliche, primo passo per coinvolgere in futuro le altre Province venete. Non va dimenticato che in un difficile momento economico e finanziario il nostro progetto sarà a costo zero mettendo in rete le competenze di Arpav e il personale delle Province”.
Il piano prevede che un numero dedicato di uomini della Polizia provinciale si dedichino alle attività di prevenzione e repressione degli illeciti in materia ambientale con particolare riferimento al contrasto degli abusi commessi. Potenziare il ruolo di vigilanza non avrebbe costi aggiuntivi se non quelli per la formazione che potrà essere svolta in convenzione tra gli Enti locali e l’Arpav.